In piedi signori, davanti a una donna 2020

Oggi, come ogni anno, il giovedì successivo al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, avrei realizzato l’evento sfilata “In piedi signori davanti a una donna” come momento di intrattenimento per veicolare messaggi impegnativi e anche per far conoscere l’Associazione La città delle donne – Telefono Rosa Piacenza e raccogliere a loro favore i proventi dello spettacolo.

Quest’anno, a causa del Covid, posso solamente assistere inerme all’aumento dei casi di violenza sulle donne tra le pareti domestiche, ma non mi è data la possibilità di poter agire, di poter sensibilizzare la cittadinanza su questo problema che non conosce ceto sociale, età, luogo del mondo.

 

La ricerca della colpa

 

In tutti questi anni di impegno su questa grave problematica, spesso mi viene chiesto come mai le donne rimangono con i loro aguzzini, con mariti o fidanzati che usano su di loro violenza fisica e/o psicologica; i miei interlocutori (indifferentemente dal genere) non mi danno nemmeno il tempo di prendere fiato e si rispondono da soli aggiungendo che c’è la libertà di scelta, quindi sono loro stesse a decidere di stare in un ambiente che le distrugge e quindi sono le prime colpevoli.

Poi puntualmente mi citano le ultime teorie semplicistiche, dicendo che siamo noi a costruire il nostro destino, quindi viene rimarcato il fatto che una buona parte del torto è da attribuire alle vittime.

Di fronte a queste assurdità non rimaniamo senza parole, acconsentendo che vengano pensate, pronunciate e diffuse, rispondiamo con fermezza a chi non può o non vuole capire.

Una donna maltrattata, anche “solo” a livello psicologico, è una donna debole, probabilmente vessata anche nella famiglia di origine, che non trova da sola le forze per porre fine a una situazione deleteria e scappare dal suo carnefice.

Se ci sono i figli, la decisione di troncare col marito diventa ancor più difficile e quasi impossibile se non c’è l’indipendenza economica; inoltre si tende a credere al proprio compagno, credere alle sue scuse e al fatto che non lo rifarà mai più: noi donne diamo sempre una seconda, una terza, una quarta, una quinta chance…


Si diviene schiave piano piano, senza accorgersi, per paura, per fragilità, per proteggere i figli, perché non si ha un lavoro o un posto dove stare… e per l’illusione che l’amore di una donna possa migliorare e cambiare colui che ci fa del male.


Sorellanza


Per questo noi donne, amiche, conoscenti, non abbassiamo mai la guardia su un’altra donna che si lamenta di ciò che le succede a casa, teniamoci pronte ad intervenire dando i consigli giusti, innanzitutto di rivolgersi alle Associazioni che tutelano le donne e di denunciare senza paura, (quando ci sono le condizioni per farlo) e senza aspettare il miracolo della redenzione.

Ascoltiamo chi si sta lamentando, cerchiamo di capire se possiamo davvero essere coloro che migliorano la vita a una donna in difficoltà.


Sproniamo le amiche ad essere indipendenti a livello lavorativo e sviluppiamo una rete di “sorellanza”.


Siamo abituati a parlare di fratellanza, ma sfatiamo il mito del disaccordo tra donne, eliminando i giudizi affrettati, lasciando da parte l’istinto di competizione, perché di istino si tratta.


Elisa e la mia missione


Lo scorso anno il mio evento era dedicato e Elisa, ragazza piacentina vittima di un amico che l’ha uccisa per un raptus di gelosia e tante sono le cattiverie dette su di lei, la prima che se l’è cercata… ma come facciamo a dire questo di una persona che viene ammazzata, con la sola colpa di voler troncare una relazione? E’ sufficiente per giustificare un omicidio?


Affiniamo i nostri sensi, soprattutto cerchiamo di essere obiettivi e critici di fronte a episodi così gravi, non facciamoci prendere dalla fretta di dire la nostra a tutti i costi, rischiamo la superficialità e in questi casi è inammissibile.


E chi di noi è anche genitore, inizi a insegnare il rispetto ai figli, evitando di passare loro il concetto che la mamma vale meno, che è un dovere tutto ciò che fa e che è normale essere “un po' vessate”.

Noi mamme abbiamo in mano la sorte delle generazioni future, non permettiamo innanzitutto di essere mancate di rispetto in famiglia, i nostri figli penseranno che sia la normalità e riproporranno lo stesso modello nella loro futura famiglia.


Concludo con la citazione, attribuita a Shakespeare ma che ho fatto mia, “In piedi signori, di fronte a una donna” e do appuntamento alla cittadinanza al prossimo anno per una sfilata di moda e consapevolezza, sperando di avere ancora al mio fianco tutti coloro che hanno creduto in questo evento, che per me è una missione…


Grazie


Un grazie all’Associazione La città delle donne – Telefono Rosa Piacenza, al comune di Piacenza, ai giornalisti e agli spettatori tutti.


Grazie all’amica, sorella, socia, ammortizzatore Sonia Ambroggi, che mi è sempre stata a fianco nella realizzazione di un progetto immenso, grazie alle mie amiche e sorelle Nadia, Eloise, Benizia che non mi hanno mai negato una mano.


Grazie a coloro che credendo nella finalità del progetto, hanno sostenuto l’evento dandomi la possibilità di realizzare la sfilata spettacolo:

Walter di Bulla Sportswear, Lucia di Terry Life, Francesco di Boutique Sorelle Vecchia,  Stefania di Stefania Leoni Atelier, Luca di Arbiter,  Simona e Mirko di Cut,  Anna del Nido del Condor, Barbara di Sitap Carpet Couture, Grazia della Pasticceria Falicetto, Stefano ed Angelo di Center Clean, Carlo di Ponzini Arredamenti, Mirko di Centro Gomme, Barbara dell’Autoscuola Bracchi, Sandra di Cicli Biondi e Pallavera, Antonio della Palestra Le Club, Leonardo Immobiliare, Decalacque, Luca di I Riparo e ai tanti sponsor che hanno partecipato in questi anni;  grazie anche all’imprenditrice Elisa Tatano, ai fotografi Franz Soprani e Mirella Verile, grazie alla presentatrice Marzia Foletti.

Un GRAZIE particolare alle tante meravigliose modelle e agli stupendi modelli che si sono prestati in questi anni per una giusta causa, che hanno accettato di sfilare e di mettersi in gioco, e sono davvero tanti…

Ci vediamo giovedì 2 dicembre 2021


Stella Piazza



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